Hail the Pope!

Dedicato alla memoria del Santo Padre, Ioannes Paulus PP. II Karol Wojtyla, 16.X.1978

Appello pro S.A.B.I.

E' Natale: messe di mezzanotte, presepi viventi e abeti incastonati di PVC. I media sono prostrati al servizio di costume e rimane poco spazio per le notizie vere, quelle che interessano i lettori di questo blog. E' dunque mio compito riportare gli sviluppi piu' inquietanti di una riforma del sacramento battesimale che proprio oggi ha visto la propria ufficializzazione in una conferenza stampa poco seguita svoltasi in Vaticano, presieduta del Cardinal Elio Sgreccia, vicepresidente della Accademia Pontificia per la Vita, e il Dott. Robert Joseph White, neurochirurgo e professore onorario  dell'Accademia delle Scienze vaticana.
Durante la coferenza e' stato confermato, secondo il volere dell'attuale pontefice, Papa Benedetto XVI, l'affiancamento, al tradizionale bagno nell'acqua santa, di una operazione di microchirurgia  di carattere neuronale. Il fine di questo intervento e' dovuto alla necessita' di legare il sacramento all'unicita' del corpo dell'infante, onde evitare l'automatico diffondersi della liberazione dal peccato e della rigenerazione come figli di Dio in caso di procedimento di clonazione del battezzato. L'operazione chirurgica entra cosi' a far parte della "mistagogia della celebrazione" (come viene definita): non si tratta dunque di una prassi formale (come puo' essere la firma sui registri battesimali) ma di un elemento effettivo del cosidetto rito essenziale, al pari della triplice infusione e dell'unzione con il sacro crisma.
Per gli esperti di cose vaticane l'annuncio non e' stata una sorpresa. Di questa modifica del sacramento si parlava gia' da qualche anno. Personalmente ho avuto modo di esprimere al Vecchio Polacco le mie perplessita' in merito all'opportunita' di sottoporre dei neonati ad un intervento neurochirurgico. L'allora pontefice (devo dire con mio stupore) si disse d'accordo, svelandomi come quella volonta' di riforma del battesimo fosse in realta' una fissazione dell'allora Cardinal Ratzinger e del Cardinal Dziwisz, i quali (sempre secondo quanto dettomi da Wojtyla) stavano con ogni mezzo tentando di sovrapporre la loro volonta' a quella di Giovanni Paolo II. Questi, quindi, in un impeto di dignita' e autonomia mi fece promettere che qualora tale progetto di riforma fosse mai andato in porto io mi adoperassi affinche' si creasse un movimento di sensibilizzazione verso la salute dei neonati battezzandi, senza che questo si ritorcesse contro l'istituzione battesimale.
A tal fine fondai con alcuni colleghi medici la S.A.B.I.: la Societa' Anti Battesimo Infantile, pronto a far sentire la mia voce e quella degli altri associati qualora e non appena la scellerata politica vaticana me lo avesse imposto.
Questo momento e' arrivato. Da queste pagine mi appello dunque a voi, amici, perche' diffondiate le ragioni e lo scopo della S.A.B.I., che, come per volere del Vecchio Polacco, e' costretta ora a battersi per la posticipazione della ricezione del battesimo in eta' adulta, evitando cosi', grazie ad un fisico ormai pienamente sviluppatosi, i rischi dovuti alle forme del nuovo rito.